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Sentenza

D.lgs. n. 4/2012. Pesca e acquacoltura. Misure per il riassetto della normativa...
D.lgs. n. 4/2012. Pesca e acquacoltura. Misure per il riassetto della normativa
G.U. n. 26 del 01 febbraio 2012.

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2012, n. 4. Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell'articolo 28 della legge 4 giugno 2010, n. 96.

Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1 febbraio 2012.
Entrata in vigore del provvedimento: 02 febbraio 2012
Art. 1  
Finalita' e obiettivi 
  1. Il presente decreto legislativo in  conformita'  ai  principi  e
criteri direttivi di cui al comma 1 dell'articolo 28  della  legge  4
giugno 2010,  n.  96,  provvede  al  riordino,  al  coordinamento  ed
all'integrazione della normativa nazionale in  materia  di  pesca  ed
acquacoltura, fatte salve le competenze regionali, al  fine  di  dare
corretta  attuazione  ai  criteri  ed  agli  obiettivi  previsti  dal
regolamento (CE) n. 1198/2006 del  Consiglio,  del  27  luglio  2006,
nonche' dal regolamento (CE)  n.  1005/2008  del  Consiglio,  del  29
settembre 2008, che istituisce un regime comunitario  per  prevenire,
scoraggiare ed eliminare la pesca  illegale,  non  dichiarata  e  non
regolamentata. 
 
Capo I 
Attivita' di pesca e acquacoltura
Art. 2  
Pesca professionale 
  1. La pesca  professionale  e'  l'attivita'  economica  organizzata
svolta in ambienti marini o salmastri o di acqua dolce, diretta  alla
ricerca di organismi acquatici viventi,  alla  cala,  alla  posa,  al
traino e al recupero di un attrezzo  da  pesca,  al  trasferimento  a
bordo delle catture, al trasbordo, alla conservazione a  bordo,  alla
trasformazione a bordo,  al  trasferimento,  alla  messa  in  gabbia,
all'ingrasso e allo sbarco di pesci e prodotti della pesca. 
  2. Sono connesse alle attivita' di pesca professionale, purche' non
prevalenti rispetto a queste ed effettuate  dall'imprenditore  ittico
mediante l'utilizzo  di  prodotti  provenienti  in  prevalenza  dalla
propria  attivita'  di  pesca  ovvero  di  attrezzature   o   risorse
dell'azienda normalmente impiegate nell'impresa ittica,  le  seguenti
attivita': 
    a) imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio  su  navi
da pesca a scopo turistico-ricreativo, denominata: «pesca turismo»; 
    b) attivita' di ospitalita', ricreative, didattiche, culturali  e
di servizi, finalizzate  alla  corretta  fruizione  degli  ecosistemi
acquatici delle risorse  della  pesca  e  alla  valorizzazione  degli
aspetti  socio-culturali  delle   imprese   ittiche   esercitate   da
imprenditori,  singoli  o  associati,  attraverso  l'utilizzo   della
propria   abitazione   o   di    struttura    nella    disponibilita'
dell'imprenditore stesso, denominata: «ittiturismo»; 
    c) la trasformazione, la distribuzione e  la  commercializzazione
dei  prodotti  della  pesca,  nonche'  le  azioni  di  promozione   e
valorizzazione; 
    d) l'attuazione di interventi  di  gestione  attiva,  finalizzati
alla valorizzazione produttiva, all'uso sostenibile degli  ecosistemi
acquatici ed alla tutela dell'ambiente costiero. 
  3. Alle  opere  ed  alle  strutture  destinate  all'ittiturismo  si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 19, commi 2  e  3,  del
testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
di edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica  6
giugno 2001, n. 380, nonche' all'articolo 24, comma 2, della legge  5
febbraio  1992,  n.  104,   relativamente   all'utilizzo   di   opere
provvisionali per l'accessibilita' ed il superamento  delle  barriere
architettoniche. 
  4. L'imbarco  di  persone  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),  e'
autorizzato dall'autorita' marittima dell'ufficio di iscrizione della
nave  da  pesca  secondo  le  modalita'  fissate  dalle  disposizioni
vigenti. 
 
Art. 3  
Acquacoltura 
  1. Fermo restando quanto previsto  dall'articolo  2135  del  codice
civile,  l'acquacoltura   e'   l'attivita'   economica   organizzata,
esercitata professionalmente, diretta all'allevamento o alla  coltura
di organismi acquatici attraverso la cura e lo sviluppo di  un  ciclo
biologico o di una fase necessaria del  ciclo  stesso,  di  carattere
vegetale o animale, in acque dolci, salmastre o marine. 
  2. Sono connesse  all'acquacoltura  le  attivita',  esercitate  dal
medesimo acquacoltore, dirette a: 
    a)      manipolazione,       conservazione,       trasformazione,
commercializzazione,  promozione  e  valorizzazione  che  abbiano  ad
oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalle attivita' di  cui  al
comma 1; 
    b)  fornitura  di  beni  o   servizi   mediante   l'utilizzazione
prevalente  di  attrezzature  o  risorse   dell'azienda   normalmente
impiegate nell'attivita' di acquacoltura esercitata, ivi comprese  le
attivita'  di  ospitalita',  ricreative,  didattiche   e   culturali,
finalizzate alla corretta  fruizione  degli  ecosistemi  acquatici  e
vallivi   e   delle   risorse   dell'acquacoltura,    nonche'    alla
valorizzazione  degli  aspetti  socio-culturali  delle   imprese   di
acquacoltura,  esercitate  da  imprenditori,  singoli  o   associati,
attraverso l'utilizzo della propria abitazione o di  struttura  nella
disponibilita' dell'imprenditore stesso; 
    c) l'attuazione di interventi  di  gestione  attiva,  finalizzati
alla valorizzazione produttiva, all'uso sostenibile degli  ecosistemi
acquatici ed alla tutela dell'ambiente costiero. 
  3. Alle opere, alle strutture destinate alle attivita' di cui  alla
lettera  b)  del  comma  2  si  applicano  le  disposizioni  di   cui
all'articolo 19, commi 2 e 3,  del  testo  unico  delle  disposizioni
legislative e regolamentari in materia  di  edilizia,  approvato  con
decreto Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n.  380,  nonche'
all'articolo 24, comma 2,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,
relativamente    all'utilizzo    di    opere    provvisionali     per
l'accessibilita' ed il superamento delle barriere architettoniche. 
 
Art. 4  
Imprenditore ittico 
  1. E' imprenditore ittico il titolare di licenza di pesca,  di  cui
all'articolo 4 del decreto legislativo 26 maggio 2004,  n.  153,  che
esercita,  professionalmente  ed  in  forma  singola,   associata   o
societaria, l'attivita' di pesca professionale di cui all'articolo  2
e le relative attivita' connesse. 
  2. Si considerano, altresi', imprenditori ittici le cooperative  di
imprenditori  ittici   ed   i   loro   consorzi   quando   utilizzano
prevalentemente prodotti dei soci ovvero  forniscono  prevalentemente
ai medesimi beni e servizi diretti allo svolgimento  delle  attivita'
di cui al comma 1. 
  3. Ai fini del presente decreto, si considera altresi' imprenditore
ittico l'acquacoltore che  esercita  in  forma  singola  o  associata
l'attivita' di cui all'articolo 3. 
  4. Fatte salve le piu' favorevoli disposizioni di legge di settore,
all'imprenditore ittico si applicano  le  disposizioni  previste  per
l'imprenditore agricolo. 
  5. Ai fini dell'effettivo esercizio delle attivita' di cui al comma
1, si applicano le disposizioni della vigente normativa in materia di
iscrizioni, abilitazioni ed autorizzazioni. 
  6. L'autocertificazione di cui all'articolo 6, comma 4, del decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 271, sostituisce a tutti  gli  effetti
ogni adempimento tecnico e formale ivi previsto. 
  7.  Ai  fini  dell'applicazione  delle   agevolazioni   fiscali   e
previdenziali  e  della  concessione  di   contributi   nazionali   e
regionali, l'imprenditore ittico e' tenuto ad applicare i  pertinenti
contratti   collettivi   nazionali   di   lavoro   stipulati    dalle
organizzazioni  sindacali  e  di  categoria   comparativamente   piu'
rappresentative, ferme restando le previsioni di cui all'articolo  3,
legge 3 aprile 2001, n. 142, e le leggi sociali e  di  sicurezza  sul
lavoro. 
  8. Le concessioni di aree demaniali marittime e loro pertinenze, di
zone di mare territoriale, destinate all'esercizio delle attivita' di
acquacoltura, sono rilasciate per un periodo iniziale di  durata  non
inferiore a quella del  piano  di  ammortamento  dell'iniziativa  cui
pertiene la concessione. 
 
Art. 5  
Giovane imprenditore ittico 
  1.  E'  giovane   imprenditore   ittico   l'imprenditore   di   cui
all'articolo 4 avente una eta' non superiore a 40 anni. 
  2.  Ai  fini  dell'applicazione   della   normativa   nazionale   e
comunitaria in materia di  imprenditoria  giovanile,  si  considerano
imprese ittiche giovanili: 
    a) le societa' semplici, in nome  collettivo  e  cooperative  ove
almeno i due terzi dei soci abbiano eta' inferiore a 40 anni; 
    b) le societa'  in  accomandita  semplice  ove  almeno  il  socio
accomandatario sia giovane imprenditore ittico. In caso di due o piu'
soci accomandatari si applica il criterio dei due terzi di  cui  alla
lettera a); 
    c) le societa' di capitali di cui i giovani  imprenditori  ittici
detengano oltre il 50 per cento del capitale sociale e gli organi  di
amministrazione della societa' siano  costituiti  in  maggioranza  da
giovani imprenditori ittici. 
  3. All'articolo 8, comma 1, della legge 15 dicembre 1998,  n.  441,
dopo le parole: «imprenditorialita' giovanile  in  agricoltura»  sono
inserite le  seguenti:  «e  pesca»  e  dopo  le  parole:  «a  livello
nazionale» sono inserite le seguenti: «e delle associazioni nazionali
riconosciute delle  cooperative  della  pesca  comparativamente  piu'
rappresentative a livello  nazionale,  delle  associazioni  nazionali
delle  imprese  di  pesca  e  acquacoltura  e  dalle   organizzazioni
sindacali dei lavoratori del settore della pesca e  dell'acquacoltura
comparativamente piu' rappresentativi a livello nazionale». 
  4. All'articolo 2, comma 120, della legge 24 dicembre 2007, n.  244
(legge finanziaria 2008), e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
«Il 20 per cento delle risorse del Fondo e' destinato alle  finalita'
di cui al presente comma». 
 
Art. 6  
Pesca non professionale 
  1. La pesca non professionale e' la pesca che  sfrutta  le  risorse
acquatiche marine vive per fini  ricreativi,  turistici,  sportivi  e
scientifici. 
  2. La pesca scientifica e' l'attivita' diretta a scopi  di  studio,
ricerca, sperimentazione, esercitata dai soggetti indicati  nel  capo
III del titolo I  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  2
ottobre 1968, n. 1639. 
  3. Sono vietati, sotto qualsiasi forma, la vendita ed il  commercio
dei prodotti della pesca non professionale. 
  4. Con decreto del Ministro delle politiche agricole  alimentari  e
forestali, sono definite le modalita' per l'esercizio della pesca per
fini ricreativi, turistici o sportivi, al fine di assicurare che essa
sia  effettuata  in  maniera  compatibile  con  gli  obiettivi  della
politica comune della pesca. 
  5. La pesca con il fucile subacqueo  o  con  attrezzi  similari  e'
consentita soltanto ai maggiori di anni sedici. 
 
Capo II 
Sanzioni 
Art. 7  
Contravvenzioni 
  1. Al fine di  tutelare  le  risorse  biologiche  il  cui  ambiente
abituale o  naturale  di  vita  sono  le  acque  marine,  nonche'  di
prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata
e non regolamentata, e' fatto divieto di: 
    a) detenere, sbarcare e trasbordare esemplari di  specie  ittiche
di taglia inferiore alla taglia minima in violazione della  normativa
in vigore; 
    b) trasportare e commercializzare esemplari di specie ittiche  di
taglia inferiore alla taglia minima in violazione della normativa  in
vigore; 
    c) detenere, sbarcare, trasportare e commercializzare  le  specie
di cui sia vietata la cattura in qualunque  stadio  di  crescita,  in
violazione della normativa in vigore; 
    d) danneggiare le risorse biologiche delle acque marine con l'uso
di materie esplodenti, dell'energia elettrica o di sostanze  tossiche
atte ad  intorpidire,  stordire  o  uccidere  i  pesci  e  gli  altri
organismi acquatici; 
    e) raccogliere, trasportare o mettere in commercio pesci ed altri
organismi  acquatici  intorpiditi,  storditi  o  uccisi  secondo   le
modalita' di cui alla lettera d); 
    f) pescare in acque sottoposte alla sovranita'  di  altri  Stati,
salvo che nelle zone, nei tempi e nei  modi  previsti  dagli  accordi
internazionali, ovvero sulla  base  delle  autorizzazioni  rilasciate
dagli Stati interessati; 
    g) esercitare la pesca in acque  sottoposte  alla  competenza  di
un'organizzazione regionale per la pesca,  violandone  le  misure  di
conservazione o gestione e senza avere la bandiera di uno degli Stati
membri di detta organizzazione; 
    h) sottrarre od asportare, senza il consenso dell'avente diritto,
gli organismi acquatici oggetto  della  altrui  attivita'  di  pesca,
esercitata mediante attrezzi o strumenti fissi o mobili,  sia  quando
il fatto si commetta con azione diretta su tali attrezzi o strumenti,
sia esercitando la pesca con violazione delle  distanze  di  rispetto
stabilite dalla normativa vigente; 
    i) sottrarre od asportare, senza il consenso dell'avente diritto,
gli organismi acquatici che si trovano in spazi acquei  sottratti  al
libero uso  e  riservati  agli  stabilimenti  di  pesca  e,  comunque
detenere, trasportare e fare commercio dei detti organismi, senza  il
suddetto consenso. 
  2. In caso di cattura accessoria  o  accidentale  di  esemplari  di
dimensioni  inferiori  alla  taglia  minima,  questi  devono   essere
rigettati in mare. 
  3. I divieti di cui alle lettere a) e c) del comma 1 non riguardano
la  pesca  scientifica,  nonche'  le  altre  attivita'  espressamente
autorizzate ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale.
Resta esclusa qualsiasi forma di commercializzazione per  i  prodotti
di tale tipo di pesca ed e'  consentito  detenere  e  trasportare  le
specie pescate per soli fini scientifici. 
  4. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano  ai
prodotti dell'acquacoltura  e  a  quelli  ad  essa  destinati,  fermo
restando  quanto  previsto  dall'articolo  16  del  regolamento  (CE)
1967/06. 
Art. 8  
Pene principali per le contravvenzioni 
  1. Chiunque viola i divieti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere
a), b), c),  d),  e),  f)  e  g),  e'  punito,  salvo  che  il  fatto
costituisca piu' grave reato, con l'arresto da due mesi a due anni  o
con l'ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro. 
  2. Chiunque viola i divieti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere
h) ed i), e' punito, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato,
a querela della persona offesa, con l'arresto da un mese a un anno  o
con l'ammenda da 1.000 euro a 6.000 euro. 
  3. Fermi restando  i  divieti  di  detenzione,  sbarco,  trasporto,
trasbordo e commercializzazione di esemplari di specie ittiche al  di
sotto della taglia minima prevista dai regolamenti comunitari e dalle
norme nazionali applicabili, nei casi di cui al comma 2 dell'articolo
7 non e' applicata sanzione se la cattura  e'  stata  realizzata  con
attrezzi conformi alle norme  comunitarie  e  nazionali,  autorizzati
dalla licenza di pesca. 
 
Art. 9  
Pene accessorie per le contravvenzioni 
  1. La  condanna  per  le  contravvenzioni  previste  e  punite  dal
presente  decreto  comporta  l'applicazione   delle   seguenti   pene
accessorie: 
    a) la confisca del pescato, salvo che esso  sia  richiesto  dagli
aventi  diritto  nelle  ipotesi  previste  dalle  lettere  h)  ed  i)
dell'articolo 7, comma 1; 
    b) la confisca degli attrezzi, degli strumenti e degli apparecchi
con i quali e' stato commesso il reato; 
    c) l'obbligo di rimettere in pristino lo  stato  dei  luoghi  nei
casi contemplati dalle lettere d), h) ed i) dell'articolo 7, comma 1,
qualora siano stati arrecati danni ad opere o impianti ivi presenti; 
    d) la sospensione dell'esercizio commerciale da  cinque  a  dieci
giorni,  in  caso  di  commercializzazione  o   somministrazione   di
esemplari di specie ittiche al di sotto della taglia minima  prevista
dai regolamenti comunitari e dalle norme nazionali applicabili ovvero
di cui e' vietata la cattura. 
 
Art. 10 
Illeciti amministrativi 
  1. Al fine di  tutelare  le  risorse  biologiche  il  cui  ambiente
abituale o  naturale  di  vita  sono  le  acque  marine,  nonche'  di
prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata
e non regolamentata, e' fatto divieto di: 
    a) effettuare la pesca con unita' iscritte nei  registri  di  cui
all'articolo 146 codice della navigazione, senza essere  in  possesso
di  una  licenza  di  pesca,  o  di  un'autorizzazione  in  corso  di
validita'; 
    b) pescare in zone e tempi vietati dalla normativa comunitaria  e
nazionale; 
    c) detenere, trasportare e commerciare  il  prodotto  pescato  in
zone e tempi vietati dalla normativa comunitaria e nazionale; 
    d) pescare direttamente stock ittici per  i  quali  la  pesca  e'
sospesa ai fini del ripopolamento per la ricostituzione degli stessi; 
    e) pescare quantita' superiori a quelle autorizzate, per ciascuna
specie, dalla normativa comunitaria e nazionale; 
    f) effettuare  catture  accessorie  o  accidentali  in  quantita'
superiori a quelle autorizzate, per ciascuna specie, dalla  normativa
nazionale e comunitaria; 
    g) pescare direttamente uno stock ittico per il quale e' previsto
un contingente di cattura, senza disporre di tale contingente  ovvero
dopo che il medesimo e' andato esaurito; 
    h) pescare con attrezzi  o  strumenti,  vietati  dalla  normativa
comunitaria e nazionale o non  espressamente  permessi,  o  collocare
apparecchi fissi o mobili ai fini di pesca  senza  o  in  difformita'
della necessaria autorizzazione; 
    i) detenere  attrezzi  non  consentiti,  non  autorizzati  o  non
conformi alla normativa vigente e detenere, trasportare o commerciare
il prodotto di tale pesca; 
    l)  manomettere,  alterare   o   modificare   l'apparato   motore
dell'unita' da pesca, al fine di aumentarne la potenza oltre i limiti
massimi indicati nella relativa certificazione tecnica; 
    m) navigare con  un  dispositivo  di  localizzazione  satellitare
manomesso,    alterato    o    modificato,    nonche'    interrompere
volontariamente il segnale; 
    n)  falsificare  o  occultare  la  marcatura,  l'identita'  o   i
contrassegni di individuazione dell'unita' da pesca; 
    o)  violare  gli  obblighi  previsti   dalle   pertinenti   norme
comunitarie e nazionali in materia di registrazione  e  dichiarazione
dei dati relativi alle catture e agli sbarchi,  compresi  i  dati  da
trasmettere attraverso il sistema di controllo  dei  pescherecci  via
satellite; 
    p)  violare  gli  obblighi  previsti   dalle   pertinenti   norme
comunitarie e nazionali in materia di registrazione  e  dichiarazione
dei dati relativi alle catture e agli sbarchi di specie  appartenenti
a stock oggetto di piani pluriennali  o  pescate  fuori  dalle  acque
mediterranee; 
    q) effettuare operazioni di trasbordo o partecipare a  operazioni
di pesca congiunte con pescherecci sorpresi ad esercitare  pesca  INN
(pesca illegale, non dichiarata e non  regolamentata)  ai  sensi  del
regolamento (CE) n. 1005/2008,  in  particolare  con  quelli  inclusi
nell'elenco dell'Unione delle navi INN o nell'elenco delle  navi  INN
di  un'organizzazione  regionale  per  la  pesca,  o  prestazione  di
assistenza o rifornimento a tali navi; 
    r) utilizzare un peschereccio privo di nazionalita' e  quindi  da
considerare senza bandiera ai sensi del diritto vigente; 
    s) occultare, manomettere o eliminare elementi di prova  relativi
ad un'indagine posta in essere dagli  ispettori  della  pesca,  dagli
organi deputati alla vigilanza ed al controllo e  dagli  osservatori,
nell'esercizio delle loro  funzioni,  nel  rispetto  della  normativa
nazionale e comunitaria; 
    t) intralciare l'attivita' posta in essere dagli ispettori  della
pesca, dagli organi deputati alla vigilanza ed al controllo  e  dagli
osservatori, nell'esercizio delle loro funzioni, nel  rispetto  della
normativa nazionale e comunitaria. 
  2. I divieti di cui alle lettere b), c), d), g) ed h) del  comma  1
non riguardano la  pesca  scientifica,  nonche'  le  altre  attivita'
espressamente  autorizzate   ai   sensi   della   vigente   normativa
comunitaria  e  nazionale.   Resta   esclusa   qualsiasi   forma   di
commercializzazione per i prodotti  di  tale  tipo  di  pesca  ed  e'
consentito detenere e trasportare le specie  pescate  per  soli  fini
scientifici. 
  3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano  ai
prodotti dell'acquacoltura  e  a  quelli  ad  essa  destinati,  fermo
restando quanto previsto dall'articolo 16  del  regolamento  (CE)  n.
1967/06. 
 
Art. 11  
Sanzioni amministrative principali 
  1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola  i  divieti
posti dall'articolo 10, comma 1, lettere a), b), c), d), e), f),  g),
h), i), l), m), n), p),  q),  r),  s),  t)  ed  u),  e'  soggetto  al
pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da  2.000  euro  a
12.000 euro. 
  2. Chiunque violi il  divieto  posto  dall'articolo  10,  comma  1,
lettera o), e' soggetto al pagamento  della  sanzione  amministrativa
pecuniaria da 1.000 euro a 6.000 euro. 
  3.  E'  soggetto  al  pagamento   della   sanzione   amministrativa
pecuniaria da 2.000 euro a 6.000 chiunque: 
    a) esercita la pesca marittima senza la preventiva iscrizione nel
registro dei pescatori marittimi; 
    b) viola il divieto di cui all'articolo 6, comma 3. 
  4.  E'  soggetto  al  pagamento   della   sanzione   amministrativa
pecuniaria da 1.000 euro a 3.000 chiunque: 
    a) viola le norme del decreto del Presidente della  Repubblica  2
ottobre 1968, n. 1639, relative all'esercizio della  pesca  sportiva,
ricreativa e subacquea; 
    b) cede un fucile subacqueo o altro  attrezzo  simile  a  persona
minore degli anni sedici, ovvero affidi un fucile subacqueo  o  altro
attrezzo similare a persona minore degli anni sedici,  se  questa  ne
faccia uso. 
  5. L'armatore e' solidalmente  e  civilmente  responsabile  con  il
comandante  della  nave  da  pesca  per  le  sanzioni  amministrative
pecuniarie inflitte ai propri ausiliari  e  dipendenti  per  illeciti
commessi nell'esercizio della pesca marittima. 
 
Art. 12  
Sanzioni amministrative accessorie 
  1. Alle violazioni di cui all'articolo 11,  commi  1,  2,  3  e  4,
lettera  a),  sono  applicate  le  seguenti  sanzioni  amministrative
accessorie: 
    a) la confisca del pescato; 
    b) la confisca degli attrezzi, degli strumenti e degli apparecchi
usati o detenuti, in contrasto con le pertinenti normative  nazionali
e comunitarie. E' sempre disposta la confisca degli  attrezzi,  degli
strumenti e degli apparecchi usati o detenuti che non siano  conformi
alle pertinenti  normative  nazionali  e  comunitarie.  Gli  attrezzi
confiscati non  consentiti,  non  autorizzati  o  non  conformi  alla
normativa vigente sono distrutti e le spese relative alla custodia  e
demolizione sono poste a carico del contravventore; 
    c) l'obbligo di rimettere in pristino le zone in cui  sono  stati
collocati  apparecchi  fissi  o  mobili  di  cui  alla   lettera   h)
dell'articolo 10, comma 1. 
  2. Qualora le violazioni di cui alle lettere h) ed i) del  comma  1
dell'articolo 10 siano commesse  con  reti  da  posta  derivante,  e'
sempre disposta nei confronti  del  titolare  dell'impresa  di  pesca
quale obbligato in solido, la sospensione della licenza di pesca  per
un periodo da tre mesi a sei mesi e, in caso di recidiva,  la  revoca
della medesima licenza, anche ove non  venga  emessa  l'ordinanza  di
ingiunzione. 
 
Art. 13  
Disposizioni procedurali 
  1. Le sanzioni amministrative principali ed accessorie previste per
le violazioni di cui al presente  decreto  si  applicano  secondo  le
modalita' di cui alla legge 24 novembre 1981, n.  689,  e  successive
modificazioni. 
  2. In relazione alle violazioni individuate dal  presente  decreto,
l'autorita' competente a ricevere il rapporto di cui all'articolo  17
della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni,  e'
il Capo del compartimento marittimo. 
 
Art. 14 
Istituzione del sistema di punti per infrazioni gravi 
  1. E' istituito il sistema di punti per  infrazioni  gravi  di  cui
all'articolo 92 del regolamento (CE) n. 1224/2009  ed  agli  articoli
125 e seguenti del regolamento (CE) n. 404/2011. 
  2.  Costituiscono  infrazioni  gravi  le  contravvenzioni  di   cui
all'articolo 7, comma  1,  lettere  a),  c)  e  g),  e  gli  illeciti
amministrativi di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a),  b),  d),
g), h), n), o), p), q), r), s) e t). 
  3.  La  commissione  di  un'infrazione  grave  da'   sempre   luogo
all'assegnazione di un numero di punti alla licenza  di  pesca,  come
individuati nell'allegato I, anche se non venga emessa l'ordinanza di
ingiunzione. 
  4. Con successivo decreto del  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari  e  forestali  sono  individuati  modalita',   termini   e
procedure per l'applicazione del sistema di punti di cui al  presente
articolo, ferma restando la competenza della Direzione generale della
pesca marittima e  dell'acquacoltura  in  ordine  alla  revoca  della
licenza di pesca. 
 
Art. 15  
Registro nazionale delle infrazioni 
  1. Il Registro nazionale delle infrazioni e'  istituito  presso  il
Centro  controllo  nazionale  pesca  del   Comando   generale   delle
Capitanerie di porto presso il Ministero delle infrastrutture  e  dei
trasporti. 
 
Art. 16  
Sospensione e revoca definitiva della licenza 
  1. L'assegnazione di un numero totale di punti pari o  superiore  a
18, comporta la sospensione della licenza di pesca per un periodo  di
due mesi. Se il numero totale di punti e' pari o superiore a  36,  la
licenza di pesca e' sospesa per un periodo di  quattro  mesi.  Se  il
numero totale di punti e' pari o superiore a 54, la licenza di  pesca
e' sospesa per un periodo di otto mesi. Se il numero totale di  punti
e' pari o superiore a 72, la licenza  di  pesca  e'  sospesa  per  un
periodo di un anno. 
  2. Se nel corso di una ispezione vengono  individuate  due  o  piu'
infrazioni gravi, alla licenza di pesca  sono  assegnati  fino  a  un
massimo di 12 punti. 
  3. L'accumulo di 90 punti sulla licenza di pesca comporta la revoca
definitiva della licenza di pesca. 
  4. Qualora una licenza di pesca sia  stata  sospesa  ai  sensi  del
presente articolo, eventuali nuovi punti assegnati  alla  licenza  di
pesca vengono aggiunti ai punti esistenti. 
 
Art. 17 
Pesca illegale durante la sospensione o successivamente  alla  revoca
definitiva della licenza di pesca 
  1. Se un peschereccio la cui licenza di pesca e'  stata  sospesa  o
revocata a titolo definitivo, conformemente all'articolo  16,  svolge
attivita'  di   pesca   durante   il   periodo   di   sospensione   o
successivamente alla revoca definitiva della licenza  di  pesca,  gli
organi  preposti  al  controllo  adottano  le  misure  di  esecuzione
immediata ritenute piu' idonee tra quelle previste  dall'articolo  43
del regolamento (CE) n. 1005/2008. 
 
Art. 18  
Cancellazione di punti 
  1. Qualora  una  licenza  di  pesca  sia  stata  sospesa  ai  sensi
dell'articolo 16, eventuali nuovi punti  assegnati  alla  licenza  di
pesca vengono aggiunti ai punti esistenti ai  fini  dell'applicazione
dell'articolo 16. 
  2. Se il numero totale di punti assegnati alla licenza di pesca  e'
superiore a due vengono cancellati due punti qualora: 
    a) il peschereccio utilizzato per commettere l'infrazione per cui
sono stati assegnati i  punti  utilizzi  in  seguito  il  sistema  di
controllo dei pescherecci «vessel monitoring system» - VMS o  proceda
alla registrazione e  alla  trasmissione  elettronica  dei  dati  del
giornale  di  pesca,  della  dichiarazione  di  trasbordo   e   della
dichiarazione di sbarco senza essere legalmente obbligato all'uso  di
tali tecnologie, o; 
    b) il titolare della licenza di pesca si  offra  volontariamente,
dopo  l'assegnazione  dei  punti,  per  partecipare  a  una  campagna
scientifica per il miglioramento della selettivita' degli attrezzi da
pesca, o; 
    c)  il  titolare  della  licenza   di   pesca   sia   membro   di
un'organizzazione di produttori e accetti un piano di pesca  adottato
dall'organizzazione    di     produttori     nell'anno     successivo
all'assegnazione dei punti che comporti  una  riduzione  del  10  per
cento delle possibilita' di pesca per il titolare  della  licenza  di
pesca, o; 
    d) il titolare della licenza di pesca partecipi a  una  attivita'
di pesca che rientri  in  un  programma  di  etichettatura  ecologica
destinato  a  certificare  e  promuovere  etichette  per  i  prodotti
provenienti  da  una  corretta  gestione  della  pesca  marittima   e
focalizzato su temi correlati all'utilizzo sostenibile delle  risorse
della pesca. 
  3. Per ciascun periodo triennale successivo alla  data  dell'ultima
infrazione grave, il titolare di una licenza di pesca puo'  avvalersi
una sola volta di una delle opzioni di cui alle lettere a), b), c)  e
d) del comma 2  per  ridurre  il  numero  di  punti  assegnatigli,  a
condizione che tale riduzione non comporti la cancellazione di  tutti
i punti della licenza di pesca. 
  4. Nel caso in cui non venga commessa una  nuova  infrazione  grave
nei tre anni successivi all'ultima infrazione grave,  tutti  i  punti
applicati sulla licenza di pesca sono annullati. 
  5. Se i punti sono stati cancellati a norma dei commi  2  e  4,  il
titolare della licenza viene informato dalla Direzione generale della
pesca marittima e  dell'acquacoltura  di  tale  cancellazione  e  del
numero di punti eventualmente rimanenti. 
 
Art. 19  
Sistema di punti per i comandanti dei pescherecci 
  1. E' istituito un  sistema  di  punti  per  infrazioni  gravi  del
comandante a norma dell'articolo 92,  paragrafo  6,  del  regolamento
(CE) n.  1224/2009  e  dell'articolo  134  del  regolamento  (CE)  n.
404/2011. 
  2. La commissione di un'infrazione grave, di cui  all'articolo  14,
comma 2, da' sempre luogo all'assegnazione di un numero di  punti  al
marittimo imbarcato con la funzione di  comandante  della  unita'  da
pesca, come individuati nell'allegato I, anche se  non  viene  emessa
l'ordinanza di ingiunzione. 
  3. Con successivo decreto del  Ministro  delle  politiche  agricole
alimentari  e  forestali  sono  individuati  modalita',   termini   e
procedure per l'applicazione del sistema di punti di cui al  presente
articolo. 

Art. 20  
 Sanzioni applicate al comandante della nave 
  1. L'applicazione del sistema di  punti  di  cui  all'articolo  19,
comporta: 
    a) al raggiungimento di un numero di punti pari o superiore a 18,
il divieto di svolgere le funzioni di comandante per un periodo di 15
giorni dalla data di notifica del provvedimento di  assegnazione  dei
punti; 
    b) al raggiungimento di un numero di punti pari o superiore a 54,
il divieto di svolgere le funzioni di comandante per un periodo di 30
giorni dalla data di notifica del provvedimento di  assegnazione  dei
punti; 
    c) al raggiungimento di un numero di punti pari o superiore a 90,
il divieto di svolgere le funzioni di comandante per un periodo di  2
mesi dalla data di notifica del  provvedimento  di  assegnazione  dei
punti. 
  2. Se nel corso di una  ispezione  vengono  accertate  due  o  piu'
infrazioni gravi, sono assegnati fino a un massimo di 12 punti. 
  3. Nel caso in cui non venga commessa una  nuova  infrazione  grave
nei tre anni successivi all'ultima infrazione grave,  tutti  i  punti
applicati alle funzioni di comandante sono annullati. 
 
Art. 21  
Sanzioni disciplinari 
  1. Se le infrazioni di cui al  presente  titolo  sono  commesse  da
appartenenti al personale marittimo, laddove ricorrano i  presupposti
di cui agli articoli 1249 e seguenti del  codice  della  navigazione,
sono applicate anche le sanzioni disciplinari ivi previste. 
 
Art. 22  
Vigilanza e controllo 
  1. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali  -
Direzione generale della  pesca  marittima  e  dell'acquacoltura,  in
qualita' di autorita' competente ai sensi dell'articolo 5,  paragrafo
5, del regolamento  (CE)  n.  1224/2009,  coordina  le  attivita'  di
controllo. 
  2. Ai fini dell'espletamento delle funzioni di cui  all'articolo  5
del regolamento (CE)  n.  1224/2009,  il  Ministero  delle  politiche
agricole, alimentari e forestali -  Direzione  Generale  della  pesca
marittima e dell'acquacoltura si avvale del Corpo  delle  capitanerie
di porto, quale Centro di controllo nazionale della pesca. 
  3. L'attivita' di controllo sulla  pesca,  sul  commercio  e  sulla
somministrazione dei prodotti di essa, nonche'  l'accertamento  delle
infrazioni sono affidati, sotto la  direzione  dei  comandanti  delle
Capitanerie di Porto, al personale civile e  militare  dell'Autorita'
marittima  centrale  e  periferica,  alle  Guardie  di  finanza,   ai
Carabinieri, agli Agenti di pubblica sicurezza ed agli agenti giurati
di cui al comma 4. 
  4. Le Amministrazioni regionali,  provinciali  e  comunali  possono
nominare, mantenendoli a proprie spese,  agenti  giurati  da  adibire
alla vigilanza sulla pesca. 
  5. Gli agenti giurati  di  cui  al  comma  4  debbono  possedere  i
requisiti previsti dalle leggi di pubblica sicurezza. La loro nomina,
previo  parere  favorevole  del  capo  del  Compartimento  marittimo,
avviene secondo le norme previste dalle leggi di pubblica sicurezza. 
  6. Ai soggetti di cui al comma 3, e' riconosciuta, qualora gia'  ad
esse non competa, la qualifica  di  ufficiali  o  agenti  di  polizia
giudiziaria,  secondo  le  rispettive  attribuzioni,  ai  fini  della
vigilanza sulla pesca ai sensi dell'articolo 55,  ultimo  comma,  del
codice di procedura penale. 
  7. Gli incaricati  del  controllo  sulla  pesca  marittima  possono
accedere  in  ogni  momento  presso  le  navi,  i  galleggianti,  gli
stabilimenti  di  pesca,  i  luoghi  di  deposito   e   di   vendita,
commercializzazione e somministrazione e presso i mezzi di  trasporto
dei prodotti della pesca, al fine  di  accertare  l'osservanza  delle
norme sulla disciplina della pesca. 
 
Art. 23  
Risarcimento del danno 
  1. Per i reati previsti dal  presente  decreto  le  Amministrazioni
interessate possono costituirsi parte civile  nel  relativo  giudizio
penale. 
 
Art. 24 
Potere di deroga del Ministro delle politiche agricole  alimentari  e
forestali 
  1. Il Ministro delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali
puo', con proprio decreto, sentita la Commissione consultiva centrale
per la pesca marittima, disciplinare la pesca anche  in  deroga  alle
discipline  regolamentari  nazionali,  in  conformita'   alle   norme
comunitarie, al fine  di  adeguarla  al  progresso  delle  conoscenze
scientifiche  e  delle  applicazioni  tecnologiche,  e  favorirne  lo
sviluppo in determinate zone o per determinate classi di essa. 
  2. Il Ministro delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali
puo', con proprio decreto, sospendere l'attivita' di pesca o disporne
limitazioni in conformita' alle disposizioni del regolamento (CE)  n.
2371/2002, al fine di conservare e gestire le risorse della pesca. 
 
Capo III 
Disposizioni finali 
Art. 25  
Norme attuative 
  1. Il comma 1 dell'articolo 10 del decreto  legislativo  26  maggio
2004, n. 153, e' sostituito dal seguente: 
  «1. Ai sensi dell'articolo 17, comma 3, legge 23  agosto  1988,  n.
400, sulla proposta del Ministro delle politiche agricole  alimentari
e forestali, di concerto con i Ministeri competenti per materia e  di
intesa con le regioni e le provincie Autonome sono emanati i  decreti
di attuazione del presente decreto.». 
  2. Restano in vigore le disposizioni  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639. 
 
Art. 26  
 Clausola di invarianza finanziaria 
  1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica. 
  2.   Le   amministrazioni    pubbliche    interessate    provvedono
all'attuazione del presente decreto con le risorse umane, strumentali
e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
 
Art. 27  
Abrogazioni 
  1. Dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  sono
abrogati: 
    a) la legge 14 luglio 1965, n. 963; 
    b) l'articolo 7 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  2
ottobre 1968, n. 1639; 
    c) l'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 102; 
    d) gli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 18 maggio 2001,  n.
226, e successive modificazioni; 
    e) i commi 2 e 3 dell'articolo 1 e gli articoli 6, 7, 8 e  9  del
decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153; 
    f) i commi 2 e 2-bis dell'articolo 11 del decreto legislativo  26
maggio 2004, n. 154. 
  2. Le norme abrogate dal comma 1 sono sostituite dalle disposizioni
del presente decreto. 
 
Art. 28  
Entrata in vigore 
  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 9 gennaio 2012 
Allegato I
Avv. Antonino Sugamele

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