Il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Codice dell'ambiente), in presenza di un sito inquinato, ha confermato la scelta (già presente nella pregressa disciplina della materia contenuta nell'art. 17 del D.Lgs. 22 del 1997) afferente all'allocazione del titolo di responsabilità e delle conseguenze sul piano degli oneri di riparazione del danno, nel senso della responsabilità solo patrimoniale del proprietario non responsabile, salvi gli oneri relativi agli interventi di urgenza e salva la facoltà di eseguire spontaneamente gli interventi di bonifica ambientale. Non è configurabile (in via automatica, come responsabilità oggettiva o per fatto altrui) una responsabilità in capo al proprietario dell'area inquinata e da bonificare per il solo fatto di rivestire tale qualità, ove non si dimostri che questi abbia provocato, o contribuito a provocare, il danno ambientale: dimostrandosi necessario che l'autorità competente accerti il nesso causale tra l'azione d'uno o più agenti individuabili ed il danno ambientale concreto e quantificabile, onde sia possibile imporre loro misure di riparazione, a prescindere dal tipo d'inquinamento di cui trattasi. (Conferma T.A.R. Veneto, Sez. III, 10 dicembre 2009, n. 3513.)